Lo Stato
Il diritto è un fenomeno storico, perché è sempre esistito, anche se ha subito varie modifiche.
Tutte le norme giuridiche derivano dallo Stato; lo Stato è un popolo che vive su un territorio rispettando una comune autorità. Perché si possa parlare di Stato ci vogliono quindi tre elementi; se ne manca uno solo non si può parlare di Stato:
- Territorio: fino all’800 il territorio non era considerato un elemento fondamentale per lo Stato, perciò anche le tribù nomadi erano considerate Stati.
Lo Stato è un ente pubblico (perché i suoi fini sono generali e ha lì obiettivo di migliorare la vita di tutti coloro che vi abitano all’interno) e un’organizzazione formata da individui.
È la parte del nostro pianeta in cui lo Stato esercita il suo potere e in cui il popolo vive. I territori dei vari Stati sono delimitati da confini (naturali o artificiali). La linea di confine è fissata di comune accordo dagli Stati confinanti; nel caso questo non dovesse avvenire sono previste regole internazionali:
- La linea di confine su una montagna è la linea delle massime vette;
- Nel caso di fiumi e laghi navigabili la linea di confine è la linea delle massime profondità; nel caso di fiumi e laghi non navigabili il confine passa a metà ed è detto linea mediana;
- Il mare che tocca le coste di uno Stato fa parte di quello Stato entro certi limiti che variano da Stato a Stato (mare territoriale), poiché ogni Stato fissa l’ampiezza del proprio mare territoriale a suo piacimento. L’ampiezza del mare territoriale italiano è di 6 miglia marine (cioè 11 km) dalla linea di bassa marea. Ai fini della vigilanza doganale l’ampiezza del mare territoriale raddoppia, ma tra le 6 e le 12 miglia lo Stato può solo controllare che non entrino persone o cose indesiderate.
Navi e aerei hanno a bordo la bandiera dello Stato di appartenenza e quando sono fuori dal territorio dello Stato, se sono aerei e navi militari, si ritengono comunque parti integranti dello Stato di cui portano la bandiera, altrimenti no.
- L’atmosfera che sovrasta il territorio di uno Stato e il sottosuolo fanno parte del territorio di uno Stato solo fino al punto in cui lo Stato è in grado di sfruttarli.
- Alcuni spazi, per regola internazionale, non possono appartenere a nessuno Stato, e sono: Antartide, corpi celesti, spazi tra un pianeta e l’altro.
- Popolo: indica l’insieme dei cittadini di uno Stato (coloro che hanno la cittadinanza); è l’insieme dei cittadini passati, presenti e futuri. Per popolazione, invece, si intendono le persone che si trovano sul territorio dello Stato, sia che essi siano cittadini, sia che non lo siano.
Una nazione è l’insieme di persone che hanno in comune gli usi e i costumi (origini, lingua, tradizioni e religione).
Per diventare cittadini di uno Stato bisogna avere dei requisiti stabiliti dallo Stato stesso e la cittadinanza si ottiene in diversi modi:
- Acquisizione automatica: 1) chi nasce da padre cittadino italiano, ovunque nasca, è cittadino italiano; 2) se la madre è cittadina italiana e il padre apolide (cioè non ha la cittadinanza di nessuno Stato) o ignoto, il bambino è cittadino italiano; 3) se tutti e due i genitori hanno la cittadinanza, ma diversa l’uno dall’altra, il figlio prende la cittadinanza del padre; 4) se entrambi i genitori fossero ignoti o apolidi, il bambino trovato in Italia acquista la cittadinanza italiana; 5) per matrimonio: uno straniero che sposa un cittadino italiano acquisisce la cittadinanza italiana e lo straniero, se gli Stati si accordano, può mantenere entrambe le cittadinanze. Se prima di sposarsi lo straniero ha vissuto in Italia, in modo regolare, per almeno 6 mesi, la cittadinanza la acquisisce il girono del matrimonio, altrimenti la acquisirà 3 anni più tardi se non si saranno già separati. Se il coniuge italiano muore e lo straniero si risposa, il conteggio degli anni riparte da zero, a meno che prima del secondo matrimonio, egli non abbia vissuto in Italia per 6 mesi.
Una persona può mantenere due cittadinanze diverse fino alla maggiore età, dopodiché, se gli Stati non si accordano, dovrà scegliere una delle due.
Gli apolidi e i rifugiati politici (persone che nel loro Stato non possono esercitare quei diritti che la nostra Costituzione garantisce) possono ottenere la cittadinanza dopo 5 anni di residenza in Italia.
Gli stranieri cittadini di uno Stato facente parte dell’Unione Europea possono ottenere la cittadinanza dopo 4 anni di residenza in Italia.
- Adozione: quando un individuo viene adottato da una coppia di Italiani acquista la cittadinanza italiana. Se la persona adottata è minorenne la acquisisce subito; se è maggiorenne dopo 5 anni dall’adozione. (Non vale per le adozioni a distanza). Per poter adottare un bambino gli adottanti devono essere sposati e devono dimostrare di poter mantenere il bambino.
- Lo straniero nato in Italia che presta servizio militare in Italia, può chiedere la cittadinanza italiana.
- Lo straniero che ha lavorato per 3 anni alle dipendenze dello Stato italiano può chiedere la cittadinanza.
- Lo straniero può chiedere la cittadinanza dopo 2 anni di residenza in Italia purché abbia compiuto qualche gesto di valore per l’Italia.
- Autorità suprema o sovranità: è quel potere che lo Stato esercita sul territorio e sul popolo. Caratteristiche:
- Originarietà: lo Stato acquisisce il suo potere nel momento in cui nasce. Il potere non è tramandato.
- Esclusiva: solo lo Stato ha un potere così ampio.
- Illimitatezza: lo Stato può utilizzare questo potere senza limiti: i limiti che potrebbe incontrare sono quelli che si è autoimposto e che quindi potrebbe rimuovere.
- Coercibile: lo Stato può obbligare il popolo a rispettare il potere.