Barocco

La decadenza dell'italia, iniziata nel '500, continuò nel '600, a causa del clima di conformismo e di oscurantismo culturale indotto dalla dominazione spagnola e dalla Controriforma. Nel '600 si affermò la civiltà del barocco.
Il termine "barocco", inizialmente dispregiativo (=stravagante, bizzarro), fu attribuito alle opere figurative, plastiche ed architettoniche del '600. Nelle arti e nella letteratura si rinunciò all'equilibrio e all'armonia propri del classicismo rinascimentale, per inseguire lo stupore e la meraviglia.
Si esaurì il petrarchismo e i poeti adottarono un lessico più vario e ricco, ma meno elegante e raffinato, anche se più adatto ad esprimere la varietà delle situazioni e degli stati d'animo.

Marinismo
La più evidente espressione del barocco nella poesia fu il marinismo, dal nome del poeta napoletano Giambattista Marino (1569-1625).
Tre fattori caratterizzavano il marinismo:
- il concettismo: abilità di usare analogie, metafore, similitudini, chiasmi ecc.
- il descrittivismo: descrizione minuziosa e particolareggiata della realtà, amplificando le qualità di persone ed oggetti;
- la musicalità: scegliere e disporre le parole in modo da riprodurre particolari sonorità.
Tra le opere di Marino ricordiamo: "La lira", "La Galeria", "La Sampogna" e "L'Adone". Rappresentò la "poetica della meraviglia" che fu modello di riferimento per Girolamo Fontanella e Giacomo Lubrano.

Antimarinismo
Gli antimarinisti erano sostenitori del classicismo; ricordiamo: Fulvio Testi (1593-1646), la prosa di Galilei e quella del Sarpi, il poema eroicomico del Tassoni.

Galileo Galilei
Scienziato e letterato (1564 Pisa - 1642 Firenze), promosse una rivoluzione culturale e scientifica, basata sulla libertà della ricerca e sul metodo sperimentale; produsse una prosa scientifica antitetica ai canoni del barocco. Fu processato per le sue idee sull'autonomia della scienza che non doveva lasciarsi condizionare dalle Sacri Scritture. Fu messo sotto accusa anche perchè, riproponendo la teoria di Copernico, introduceva un relativismo pericoloso per la centralità della Chiesa. Nel 1633 fu condannato al carcere a vita, poi trasformato in domicilio coatto a Firenze.

Paolo Sarpi
Veneziano (1552-1623), fu un ingegno libero da pregiudizi: allacciò relazioni con esponenti di Paesi aderenti alla Riforma protestante, per cui fu bollato dagli ambienti conservativi della Chiesa. Scrisse la "Historia dell'interdetto" e la "Historia del Concilio Tridentino" in cui, raccontando il concilio di Trento del 1545-63, lo definì come un'occasione di riunificare la cristianità, ma perduta dalla Chiesa che si era irrigidita nella difesa dei propri dogmi.

Alessandro Tassoni
Il poema eroicomico era un ibrido derivato dalla fusione del genere cavalleresco e di quello comico-caricaturale. Tassoni (1565-1635) fu il suo più grande esponente, autore di "La secchia rapita", poema che narra in modo burlesco della guerra tra Modenesi e Bolognesi all'epoca delle lotte comunali del '200, guerra scoppiata per il furto di una secchia di legno usata per bere, trafugata dai Modenesi. Il poema mescola elementi fantastici e storici. Nei "Pensieri" l'autore si scaglia contro i pregiudizi del suo tempo nella morale, nella letteratura e nella cultura. Ricordiamo anche le "Considerazioni sopra le rime del Petrarca" e le due "Filippiche", pubblicate anonime, che polemizzano con gli Spagnoli dominatori.

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