Francesco Petrarca

Francesco Petrarca nacque nel 1304 ad Arezzo, dove il padre, un notaio fiorentino di parte bianca, si era rifugiato dopo la presa del potere in Firenze da parte dei Guelfi Neri, prima di trasferirsi definitivamente ad Avignone. Compì frequenti viaggi in Italia e in Europa e fu in contatto con molti intellettuali europei. Nel 1341 fu incoronato poeta in Campidoglio dal Senato romano. Soggiornò presso le corti di Napoli, Parma, Milano e Padova. A Firenze incontrò Boccaccio, con il quale strinse una forte amicizia. Morì ad Arquà, sui colli Euganei, nel 1374.

La poetica
Fu un precursore dell'Umanesimo. Rivalutò l'uomo, le sue facoltà e il suo operato, in una visione antropocentrica e non più geocentrica della realtà ed ebbe una visione cosmopolita della cultura. Incline all'introspezione, fu combattuto tra l'attaccamento ai beni terreni, come la gloria, l'amore, la bellezza, della caducità era tuttavia consapevole, e il desiderio dell'eterno.

Le opere
Scrisse molto in latino, ma la sua fama è legata ad un'opera in volgare: Il Canzoniere, una raccolta di 366 componimenti poetici, specialmente sonetti e canzoni, distinti in due parti: rime in vita e rime in morte di madonna Laura. L'amore per Laura è il filo conduttore di questa raccolta, che però comprende anche alcune poesie di contenuto non amoroso.

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