Umanesimo
Il desiderio di Petrarca e Boccaccio di conoscere il mondo classico e di interpretarlo con spirito nuovo, vedendo in esso la realizzazione di ideali di bellezza, armonia e dignità umana, diventò negli ultmi decenni del Trecento un fenomeno culturale generale. Fu esaltato il valore dell'uomo collocato al centro della natura e artefice del proprio destino. Mentre il medioevo avea proposto una visione teocentrica della realtà (Dio al centro di tutto), l'umanesimo si caratterizzò per una visione antropocentrica (l'uomo al centro della realtà), una conoscenza laica della vita. Nacque così il termine "umanesimo", da "humanae litterae", cioè studio dell'uomo, in contrapposizione a "divinae litterae", cioè la scienza di Dio dominante nel Medioevo, ed umanisti furono chiamati gli intellettuali di quel periodo.
I più importanti umanisti furono: Coluccio Salutati, Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini, Leon Battista Alberti, Marsilio Ficino, Pico della Miradola e Lorenzo Valla. I principali centri della cultura umanistica furono: Firenze, Roma, Napoli, Milano, Ferrara, Mantova, Padova, Urbino, le cui corti ospitarono artisti, poeti ed intellettuali.
L'amore per i classici spinse gli umanisti a scrivere più in latino che in volgare, perciò si è soliti parlare di umanesimo latino. Il volgare ebbe una rinascita verso la metà del secolo per volontà dei Medici.
Lorenzo il Magnifico
L'umanesimo in volgare ebbe un notevole sviluppo nella seconda metà del Quattrocento specialmente in Firenze. Ricordiamo Lorenzo dei Medici (1449-1492) detto il Magnifico, signore di Firenze, che fu letterato e mecenate, ospitando presso al sua corte artisti e poeti. Varia e ricca fu la sua produzione letteraria: compose le "Rime amorose", le "Selve d'amore", il poemetto rusticano "Nencia da Barberino", i poemetti mitologici "Ambra" e "Corinto".
Tra i poeti che vissero alla corte del Magnifico si ricordano Poliziano e Pulci.
Poliziano
Angelo Ambrogini, soprannominato Poliziano, (1454-1494) fu autore di opere in latinoe in volgare. Fra queste ultime "Le stanze per la giostra", un poemetto in onore di Giuliano dei Medici, e "La favola di Orfeo", una rappresentazione teatrale per una festa di corte: in entrambe è vagheggiato un mondo di sogno nel quale evadere grazie alla poesia.
Pulci
Luigi Pulci (1432-1484) scrisse il "Morgante", un poema cavalleresco in ottave, che trae il titolo dal nome del gigante che, convertitosi al cristianesimo, fu compagno del paladino Orlando.
Umanisti non fiorentini
Tra gli umanisti non fiorentini si ricordano Matteo Maria Boiardo (1441-1499), vissuto a Ferrara, alla corte degli Estensi, ed autore del poema cavalleresco "Orlando innamorato", rimasto incompiuto, e Jacopo Sannazaro (1458-1530), vissuto alla corte aragonese di Napoli, autore dell'"Arcadia", romanzo pastorale, in prosa e in versi, scritto in volgare.