Psicanalisi

Il carattere scientifico della psicanalisi non è stato unanimemente riconosciuto; Freud è stato accusato di essere un persuasore, uno che affascina, anziché uno scienziato. La psicanalisi sembra per iniziati e si direbbe che abbia una struttura settaria; sembra patrimonio quasi esclusivo di persone che sono state psicanalizzate e appartengono alle società di psicanalisi.
Come noterà Popper i seguaci dogmatici di Freud tendono a rifiutare le critiche di chi non è dei loro liquidandolo come persona “disinformata”.
Le idee psicanalitiche sono divenute popolari nel ‘900; gli psicanalisti godono e hanno goduto di un ampio riconoscimento come professionisti e psicoterapeuti.
Le scienze psicologiche e sociali sperimentali non hanno mai accolto la psicanalisi o ne hanno assunto elementi per integrarli in altre concezioni da sottoporre a verifica empirica, come nel caso della teoria frustrazione – aggresività.
In filosofia della scienza si afferma che la psicanalisi non è scientifica.

Perchè la questione è importante in vista del lavoro interdisciplinare?
I dubbi sulla scientificità della psicanalisi comportano alcuni rischi: può accadere che la psicanalisi resti emarginata; nella fase di analisi multidisciplinare i contributi psicanalitici non vengono tenuti nella dovuta considerazione mentre nella fase di elaborazione interdisciplinare gli elementi presi dalla psicanalisi non vengono confrontati alla pari con quelli derivati da altre discipline e di conseguenza scartati.

Una falsa scienza
La posizione critica più radicale nei riguardi del carattere scientifico della psicanalisi e quella secondo cui questa non è affatto una scienza, ma un’altra forma del pensiero; l’idea è stata espressa da Friedell.
A portare argomentazioni a sostegno della tesi che psicanalisi è una falsa scienza sono stati esponenti della filosofia analitica contemporanea, movimento di pensiero caratterizzato dall’interesse per la filosofia della scienza e dell’approccio empirista nel quale si colloca Wittgenstein di cui Popper è un rappresentante.
LUDWIG WITTEGENSTEIN osserva che la psicanalisi non sottopone le cose che studia a trattamento scientifico, perchè non formula ipotesi, né leggi di carattere generale da andare a verificare. Secondo Wittegenstein il discorso psicoanalitico è un complesso di congetture, gli è impressionato e preoccupato dal potere che la psicanalisi ha di suggestionare ed ingannare; la psicanalisi tende a paralizzare il senso critico.
NAGEL fonde nel suo pensiero elementi del neopositivismo logico e del pragmatismo americano; a suo giudizio la psicanalisi non risponde i più elementari requisiti di una scienza. le teorie psicanalitiche non sono riscontrabili empiricamente perchè non hanno implicazioni collegabili a fatti osservabili. Il linguaggio è così vago e metaforico che non se ne possono ricavare contenuti specifici da mettere alla prova; mancano criteri ben definiti.
POPPER è l’autore che ha proposto il falsificazionismo, concezione della filosofia della scienza che ha avuto grande fortuna. A suo parere le demarcazione tra scienza e pseudoscienza è legata al criterio di falsificabilità; una teoria scientifica deve essere empiricamente controllabile, controllare non vuol dire però verificabile, ma falsificabile. È tipico delle teorie scientifiche introdurre proibizioni, indicare cose che, se la teoria è vera, non sono possibili. In questo modo le teorie scientifiche si espongono alle confutazioni. Le concezioni pseudoscientifiche invece non sono falsificabili ma tendono a mantenersi in vita contro l’evidenza, ad autoconvalidarsi. Un corollario del falsificazionismo è che una teoria scientifica non può sicuramente spiegare tutto. Siccome nella storia della scienza le teorie si susseguono e la conoscenza scientifica è perfettibile, prima o poi una teoria deve incontrare qualcosa che la smentisce.
La cosa che insospettisce della psicanalisi è il flusso incessante di evidenze che continuamente la confermano. Si scopre che la psicanalisi è strutturalmente inconfutabile costruita in modo tale da essere immune delle falsificazioni. È un sistema incrollabile. Con le teorie psicanalitiche si può spiegare tutto, anche cose diverse tra loro e contrastanti.
Dinnanzi a evidenze che contraddicono la teoria lo psicanalista dogmatico reagisce con ostilità, prendendosela con chi solleva dubbi. Popper mostra come abbia una funzione immunizzante il gioco di conscio e inconscio, manifesto e nascosto. È arrivato a elaborare una sua concezione falsificazionista confrontando la teoria della relatività di Eistein, falsificabile, con la psicanalisi e la teoria marxista della storia, infalsificabili.
Nonostante psicanalisi e marxismo sino entrambe pseudoscienze tra le due c’è una differenza: la teoria marxista della storia, in origine, era scienza, ha smesso di esserlo quando dinnanzi al fallimento della profezia di Marx (che il sistema capitalistico si sarebbe autodistrutto) i marxisti hanno costruito ipotesi ad hoc (come quella dell’intervento del fattore imprevisto costituito dall’imperialismo economico) per salvare la teoria contro l’evidenza dei fatti. La psicanalisi invece è nata come pseudoscienza perchè creata sin dall’inizio per reggere alle confutazioni di ogni tipo.

Una scienza ermeneutica
Il filosofo francese Ricoeur ha sostenuto che il dibattito epistemologico sulla psicanalisi è mal impostato.
La psicanalisi si occupa del vissuto, della storia personale degli individui, che cerca di ricostruire dal punto di vista soggettivo badando al senso che gli avvenimenti hanno per il soggetto che li vive. Perciò si serve dei metodi esegetici e interpretativi. Stando così le cose non si può considerare la psicanalisi una falsa scienza per il fatto che non risponde ai canoni delle scienze naturali. La psicanalisi è una scienza vera solo che non è una scienza naturale, di tipo empirico, basata sull’osservazione, ma una scienza che lavora con l’interpretazione.
Ricoeur riprende la disputa sul metodo delle scienze umane che si è sviluppata dalla seconda metà del XIX secolo e si colloca nella tradizione dell’ermeneutica o storicismo, movimento di pensiero che in Germania in relazione al positivismo di Comte e Saint-simon.
I sostenitori dell’ermeneutica contestano alla tradizione positivistica l’idea che scienze naturali e scienze dell’uomo debbano seguire gli stessi metodi, monismo metodologico, e che questi debbano uniformarsi ai modelli delle scienze naturali, primato delle scienze esatte. Ritengono che le scienze storico sociali siano di tutt’altro ordine delle naturali perchè anziché spiegare si preoccupano di comprendere e perchè cercano di cogliere i singoli eventi nelle loro unicità e irripetibilità, sono scienze idiografiche, non di individuare leggi di carattere generale come fanno le scienze naturali che perciò sono scienze nomotetiche. Per Ricoeur la psicanalisi. è una scienza ermeneutica dove i messaggi da decifrare non sono trasparenti: il paziente oppone resistenza e involontariamente cerca di ingannare l’analista perciò a un livello si interpreta prendendo i discorsi normalmente, a un altro si diffida e ci si sforza di scoprire cosa c’è veramente sotto. (Ermeneutica del sospetto). Ricoeur tenta di ridare dignità alla psicanalisi collocandola tra le scienze dello spirito, salvandola dall’accusa di falsa scienza.
Freud ha contribuito a velare la falsa coscienza dell’uomo moderno e a metterlo di fronte alla realtà del proprio mondo spirituale con i suoi limiti e le sue contraddizioni. Tuttavia Ricoeur ha finito col rafforzare l’idea che non sia una scienza.

Una cattiva scienza
GRUNBAUM dice che la psicanalisi è una scienza vera di tipo naturalistico ma è una cattiva scienza, cioè portata avanti male, senza i dovuti accorgimenti e senza riguardo per i problemi metodologici egli contesta la tesi di Popper che la teoria psicanalista sia infalsificabile e quindi incontrollabile: Popper non ha offerto prove al riguardo, sostiene questo perchè non la conosce a fondo.
Freud ha spesso predizioni falsificabili e rischiose per la teoria, suggerisce possibili confutazioni e ha riconosciuto falsificazioni che l’hanno indotto a revisioni.
Il difetto della psicanalisi emerge se la confrontiamo con la psicologia sperimentale che è metodologicamente avanzata: qui per esempio si è posta attenzione all’influenza dello sperimentatore sull’andamento degli esperimenti invece la psicanalisi da per buone le conclusioni ottenute col metodo delle libere associazioni e dell’interpretazione dei sogni senza porsi il problema dell’intervento inquinante dell’analista: l’associazione libera non è libera perchè l’analista la guida.

In difesa della psicanalisi
Gli psicanalisti si sono difesi. Hartmann si è fatto portavoce della linea difensiva secondo la quale la psicanalisi sarebbe una scienza empirica ancora giovane. In un convegno tenutosi a New York nel 1958 si sono trovati di fronte Hartmann e Nagel, sostenitore del verdetto di non scientificità. Hartmann cerca di dimostrare che la teoria psicanalitica è sistematica e soggetta a revisioni, scusa la mancanza di rigore metodologico e la vaghezza concettuale appellandosi alla materia difficile da trattare in ottica naturalistica e alla novità del campo aperto.
Di recente è maturata una linea difensiva diversa, basata sulla constatazione che oggi l’attività scientifica non viene più definita in maniera così rigida e rigorosa come si è fatto in passato. All’interno della filosofia analitica della scienza Kuhn e Fayerabend non danno più al metodo quel importanza che ha nelle concezioni di Popper ; tendono a definire la scienza come fenomeno sociale e a caratterizzarla in base alla circolazione dei contenuti. Si potrebbe seguire qualsiasi metodo purché l’attività sia pubblica. Le accuse di Wittegenstein di Nagel e di Popper sarebbero basate su una concezione superata di scienza.

Che fare?
La psicanalisi che sia scienza o falsa scienza è una disciplina che non si può assimilare a una scienza sperimentale.
Il fatto che sia una disciplina sui generis non è un ostacolo all’inserimento della psicanalisi in una lavoro interdisciplinare, l’importante è inquadrare ciascuna correttamente e non confondere un ordine di conoscenze con l’altro. La psicanalisi non può restare esclusa da ricerche interdisciplinari in ambito psicologico sociale e pedagogico.

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