Formazione e aggiornamento
L’immagine tradizionale dell’insegnante è stata costruita intorno all’idea di una personalità dotata di attitudini particolari, o di una vocazione. La rilevazione dell’aspetto vocazionale o motivazionale è legata al sentire individuale, e quindi non è valutabile, le attitudini possono essere sottoposte a ricerche oggettive. Un’attitudine naturale all’insegnamento non esiste: il buon insegnante sarebbe il prodotto di una selezione di caratteristiche intellettuali e culturali accoppiate a validi programmi.
Il riconoscimento dell’inutilità dei test attitudinali ha portato a preferire il ricorso a strumenti alternativi per determinare coloro che diverranno insegnanti: fra questi troviamo la valutazione dei livelli di cultura e formazione generale, l’uso di interviste per l’esame della personalità, le esperienze lavorative.
FORMAZIONE INIZIALE: il principale fattore che mette in crisi la professionalità insegnante è il limite della formazione iniziale di cui si è evidenziata la non corrispondenza con i bisogni attuali. Infatti al formazione degli insegnanti si svolge all’esterno delle istituzioni in cui essi si troveranno ad operare. Il fatto che l’ingresso in ruolo preveda un “anno di formazione” non dà garanzie in quanto spesso l’attribuzione di un insegnante anziano come tutor e la frequenza di un corso obbligatorio di formazione non sono in grado di superare l’aspetto episodico degli interventi.
L’ingresso nell’attività di insegnamento implica un ruolo consistente della pedagogia nascosta: il nuovo insegnante ripete gli atteggiamenti degli insegnanti di cui è stato allievo.
La prima formazione degli insegnanti dovrebbe realizzarsi all’interno di un’esperienza guidata di insegnamento e ricerca.
LAUREA IN “SCIENZE DELL’EDUCAZIONE” E SPECIALIZZAIONI: al riconoscimento dell’insufficienza della formazione degli insegnanti si cerca di rispondere alzando gli standard di accesso alla professione e revisionando i curricoli. Secondo Bottani la crisi del sapere scolastico è legata ad una crisi epistemologica; l’uscita da questa crisi comporta una selezione delle capacità intellettuali in ingresso, una formazione di livello universitario ad un metodo scientifico di lavoro e una specializzazione disciplinare. Non è sufficiente, nemmeno per l’insegnamento nella scuola primaria, una formazione culturale generalizzata.
Una risposta è quella di riconoscere la necessità per gli insegnanti di specializzazioni disciplinari e pedagogiche.
Nel nuovo quadro i maestri ricevono una formazione specifica mediante corsi di laurea, mentre gli insegnanti di scuola superiore dovrebbero conseguire la laurea in un indirizzo di studi in una specifica area disciplinare e seguire una specializzazione post laurea biennale, in cui ricevere la formazione psicopedagogica.
AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE CONTINUA: le caratteristiche culturali ed educative della professione insegnante richiedono una formazione nel corso dell’attività professionale. Si è riscontrata una carenza nell’aggiornamento e nell’adattamento professionale ai progressi delle conoscenze.
L’aggiornamento va inteso come momento fondamentale per una moderna vitalizzazione della funzione docente e come momento per il rinnovamento dell’istruzione. Esso è un diritto-dovere fondamentale del personale docente; è inoltre inteso come adeguamento delle conoscenze allo sviluppo delle scienze.
L’aggiornamento è stato concepito come adeguamento delle conoscenze, invece che come scoperta di nuove forme di insegnamento; l’alternativa è una formazione in servizio. Fra le modalità vi dovrà essere quella di essere ricorrente (cioè intersecata ciclicamente con le attività didattiche) e di essere concepita come laboratorio didattico e momento di ricerca comune.
Il momento propulsore dell’aggiornamento è l’autoaggiornamento, concepito come soluzione di problemi emergenti dalla pratica professionale. Per questo le attività formative vengono impostate con il lavoro in gruppi dove i formatori adottano uno stile di conduzione non direttivo e privilegiano il momento dell’autovalutazione.
Il punto chiave dell’aggiornamento professionale è costituito dalla pratica della ricerca individuale di gruppo.