Cavour e lo Stato Sabaudo

Il Regno di Sardegna fu l'unico a mantenere lo Statuto dopo il fallimento dei moti del 1848-49. Importante fu, nei dieci anni tra la prima (1848-49) e la seconda guerra di indipendenza (1859), l'operato di Camillo Benso di Cavour, prima come ministro dell'Agricoltura e delle Finanze nel governo D'Azeglio e poi, dal 1852, come presidente del Consiglio. Egli era un liberale, sostenitore della libertà di mercato ed ammiratore degli ordinamenti dei Paesi dell'Europa occidentale (Francia e Inghilterra). Il suo modello era il Belgio che, piccolo come lo Stato Sabaudo, si era avviato sulla strada del liberalismo politico e dello sviluppo economico. Cavour promosse una serie di riforme per ammodernare l'amministrazione dello Stato e favorire l'iniziativa economica. Abolì il "foro ecclesiastico", il diritto d'asilo ed altri privilegi, anche fiscali, della Chiesa, che riducevano la sovranità dello Stato, e promosse gli investimenti nelle infrastrutture: ferrovie in Piemonte, strade e canali nel Vercellese, potenziamento del porto di Genova.
In politica estera inserì il Regno di Sardegna in un sistema di alleanze europee al fine di estromettere l'Austria dall'Italia. Nel 1855, vincendo la resistenza del Parlamento di Torino, inviò in Crimea 15 000 bersaglieri, al comando del generale La Marmora (guerra di Crimea), in appoggio alla spedizione anglofrancese contro la Russia uscita vittoriosa da un conflitto con l'Impero turco. La Russia fu sconfitta e, alla Conferenza di pace del 1856 a Parigi, partecipò anche il Regno di Sardegna.
La Francia napoleonica e il Piemonte di Cavour stabilirono un'intesa che nel 1858 fu perfezionata da una alleanza militare (accordi di Plombières), in virtù della quale la Francia sarebbe intervenuta militarmente in Italia nel caso in cui il Regno di Sardegna fosse stato aggredito. Il patto di alleanza fu sottoscritto alcuni mesi copo che un repubblicano italiano, Felice Orsini, aveva attentato alla vita di Napoleone III per vendicare l'abbattimento della Repubblica Romana ad opera dei francesi, lasciando l'imperatore ferito.
Cavour era inoltre riuscito a far confluire i patrioti democratici moderati e irepubblicani in una Società Nazionale che, sotto la presidenza di Giuseppe Garibaldi e Daniele Manin, si proponeva di lottare per l'unità nazionale accettando il ruolo di guida della monarchia sabauda.

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