Il Secondo Impero in Francia

La Seconda Repubblica francese conobbe una rapida involuzione autoritaria sotto la presidenza di Luigi Bonaparte, il quale, allo scadere del mandato presidenziale di 4 anni, il 2 dicembre 1851 sciolse con un colpo di Stato il Parlamento, imprigionò gli avversari politici, impose la censura sulla stampa e si autoproclamò presidente dei Francesi per altri 10 anni. Un plebiscito confermò la svolta autoritaria compiuta nell'interesse del blocco conservatore che lo sosteneva e che comprendeva i militari e il clero, i contadini piccoli proprietari e gli imprenditori, tutti uniti dla timore di un risorgere del "pericolo rosso" proletario. Il Bonaparte il 2 dicembre 1852 si proclamò Imperatore dei Francesi, assumendo il nome di Napoleone III e dando vita al Secondo Impero.
Egli realizzò lo Stato forte che i ceti proprietari e conservatori auspicavano. Il parlamento e le altre istituzioni furono formalmente lasciati in vita, ma svuotati dalla politica accentratrice dell'imperatore che limitò le libertà politiche e colpì ogni forma di dissenso. Fu promossa una politica economica che puntava a finanziare una ampio programma di opere pubbliche (la costruzione dei boulevards), con l'obiettivo di assorbire la disoccupazione e procurare consenso popolare, sia le iniziative di politica estera nei Balcani, in Italia e in Germania.

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